Lettera alla Corte Costituzionale
Lettera alla Corte Costituzionale

Lettera alla Corte Costituzionale

Spett.le ufficio stampa Corte Costituzionale

Roma 19/02/2022

Riteniamo doveroso ed imprescindibile, in quanto Associazione dei Fotografi Parlamentari, analizzare ciò che si è verificato relativamente alla gestione dell’accesso dei fotogiornalisti

in occasione della conferenza stampa del Sig. Presidente della Corte Costituzionale nel tardo pomeriggio dello scorso 16 febbraio.

Mentre l’accesso alle testate televisive ed ai videogiornalisti di testata o freelance è stato concesso, apparentemente senza restrizioni pur offrendo il sito della Corte Costituzionale uno streaming dell’evento, l’Ufficio Stampa della Consulta ha voluto seguire un diverso orientamento per l’informazione fotogiornalistica ritenendo che essa venisse soddisfatta dalla sola presenza del servizio fotografico ANSA. A sostegno della decisione assunta è stato detto che “per la categoria dei fotografi era stato deciso così”.

Parlando, a nostro avviso impropriamente, di ‘categorie’, vorremmo puntualizzare che i fotografi, esattamente come i videomakers i giornalisti testuali o le testate televisive, fanno parte a pieno titolo degli ‘organi di informazione’ e che, essendo molti dei nostri associati iscritti all’Ordine dei Giornalisti, rappresentano anch’essi, in varia forma, le testate giornalistiche alla quali distribuiscono il proprio materiale

L’importanza dell’immagine fotografica pensiamo dovrebbe risultare abbastanza evidente anche a chi non facendo professionalmente parte di un ufficio stampa si imbatta in un giornale cartaceo o in una edizione on line di qualsivoglia testata.

Non volendo oltre analizzare le addotte motivazioni relative a restrizioni imposte dalla situazione pandemica  che evidentemente non possono riguardare la sola ‘categoria’ in oggetto, stupisce che sebbene si fosse presa la decisione di far documentare fotograficamente l’importante evento dal solo collega Ansa ( che peraltro fanno parte della stessa associazione ) , non ci si sia minimamente preoccupati di garantire il principio della pluralità dell’informazione (che ricordiamo o meglio segnaliamo, vale pure per quella fotogiornalistica), e nemmeno si è preso in considerazione di concordare con il collega temporaneamente prescelto, l’obbligo di provvedere ad una distribuzione, in tempi giornalisticamente adeguati del materiale fotografico realizzato a chiunque degli operatori del settore volesse richiederli, in maniera da onorare i contratti che le varie strutture hanno con le loro testate-clienti di un sevizio contrattualmente dovuto.

Vorremmo infine segnalare lo sgradevole atteggiamento tenuto dalla Signora funzionario dell’Ufficio Stampa incaricata della gestione degli accessi i cui modi sono stati scortesi e decisamente poco collaborativi

Cogliamo l’occasione per far presente anche all’Ufficio Stampa della Consulta che la Associazione Fotografi Parlamentari raggruppa tutti i fotografi professionisti che operano con continuità in ambito istituzionale,  e ha contribuito a gestire la difficile situazione in questi tempi di restrizioni dovute alla pandemia, rimanendo costantemente in contatto e concordando con gli uffici stampa di Camera, Senato, Palazzo Chigi e Quirinale, le procedure che hanno consentito di garantire una decorosa, anche se imperfetta, pluralità dell’informazione fotogiornalistica nel panorama parlamentare e di governo.

Pertanto, ringraziando dell’attenzione, offriamo la nostra disponibilità a concordare anche con voi le soluzioni già in essere presso altre Istituzioni della Repubblica al fine di evitare, nell’ interesse comune, ulteriori spiacevoli situazioni.

Il direttivo A.F.Pa

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