Lettera alla Farnesina
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Spett.le

Servizio Stampa e Comunicazione Istituzionale

Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale

L’Associazione Fotografi Parlamentari esprime forte disappunto per l’esclusione dei fotografi dal punto stampa in programma oggi in occasione dell’incontro tra il ministro Di Maio ed il ministro Lavrov.

All’ evento sono stati ammessi giornalisti ed operatori ma non i fotografi, il che ci sembra molto grave, in quanto tende a disconoscere l’attività giornalistica del nostro lavoro.

Già in passato episodi simili si sono ripetutamente verificati, sia per avvenimenti di cronaca internazionale che per altre conferenze stampa presso la vostra sede, creando non pochi problemi ai colleghi e alle agenzie con cui collaborano.

L’ Associazione Fotografi Parlamentari, riconosciuta dal Quirinale, dal Senato, dalla Camera dei Deputati, dalla Presidenza del Consiglio e dalla Associazione Stampa Parlamentare , riunisce fotografi professionisti di certificata esperienza e professionalità, che collaborano con agenzie di stampa ed agenzie fotogiornalistiche  nazionali ed internazionali,  e con le principali testate  italiane e straniere.

Siamo perfettamente consapevoli delle limitazioni dovute all’emergenza pandemica, ma come in quasi tutti gli altri settori professionali, le misure prese dal Governo in tema di sicurezza sanitaria, hanno aperto la strada alla ripresa della maggior parte delle attività.

In ogni caso questa volta e le precedenti, una soluzione sarebbe stata possibile organizzando dei pool tra i colleghi che avessero fatto richiesta di partecipazione, così come avviene, ormai dall’inizio della pandemia, presso tutte le altre sedi istituzionali. Sottolineiamo infatti che presso la Presidenza del Consiglio, la Camera dei Deputati, il Senato e il Quirinale abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro seppur con restrizioni proprio avvalendoci della formazione di pool tra colleghi ottenendo in questo modo un ottimo equilibrio tra esigenze di sicurezza e rispetto della professione del fotoreporter.

Ci lascia quindi assai interdetti la vostra scelta, e sottolineiamo che la eventuale fornitura di immagini da parte dei fotografi ufficiali non risolve il problema, perché non garantisce affatto né il lavoro di ciascuno di noi né, tantomeno, il pluralismo dell’informazione, che seppure visiva, sempre informazione è.

Ciò detto ci piacerebbe avere con voi un incontro per trovare anche presso la vostra istituzione il modo di operare in sicurezza e reciproco rispetto delle proprie esigenze professionali.

Siamo a vostra disposizione.

Il direttivo A.F.Pa.

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